02 settembre 2002 INSERTO ESTATE Pagina 34
    
Il piccolo grande Marcellino

Ballare non gli è mai piaciuto, ma quando a 13 anni ha visto il cameriere dell’albergo a San Valentino salire sulla consolle, ha capito che esisteva un modo per diventare protagonista della pista senza muovere un passo. Tornato a casa ha iniziato i suoi esperimenti con mangianastri e giradischi e poi le prime vere proposte: Su Meriagu, Waikiki e il vecchio Charlie. Oggi Marcello Casu, 29, di Cagliari, continua a non saper ballare, ma col suo sound hip hop, R&B e le serate revival è il protagonista di molte discoteche cagliaritane.
D’inverno il suo territorio si chiama Hangar e Spazio Newton e questa estate la sua agenda segna il mercoledì Rotondina del D’Aquila, venerdì Sa Illetta e sabato Tsunami. Troppi appuntamenti per considerare la consulenza del lavoro, il mestiere che fa sotto la direzione della madre, la sua prima professione. Fare il dj lo coinvolge di più «perché è la mia passione, è qualcosa che ho realizzato da solo e mi fa sentire veramente indipendente», spiega. Nel tempo libero più che girare per locali preferisce vedere un film con la fidanzata o, se capita, una partita dell’Inter di cui è accanito tifoso e appena può si dedica a alla sua seconda passione: viaggiare. Tour dai quali torna con la valigia sempre carica di nuovi dischi, quelli più rari che ti devi andare a scovare nei negozietti specilizzati.
Dopo otto volte a New York e un numero incalcolabile di viaggi tra Londra e Milano ci si aspetterebbe che nel paragone la vita notturna cagliaritana abbia la peggio, invece dichiara che «sia come dj - stima molto Fabrizio Mereu, Cesare Monni e Frisco - che come musica e locali non siamo affatto indietro e chi si lamenta sbaglia. L’unico limite di Cagliari è che la gente è sempre la stessa».

Cristina Muntoni