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| Mode di mezzanotte. |
| Il fenomeno Cuccureddu’s,
gli anni Settanta in copertina |
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| La febbre del sabato trash |
| Una serata in discoteca sognando Alvaro
Vitali |
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Loro, i Cuccureddu’s
Dreams, hanno saputo azzeccare l’ora. Soprattutto quando hanno
deciso di regalare un pezzetto del loro palscoscenico alle
Jolies, giovani femmine mediterranee dalle coreografie
mozzafiato, il contorno ideale al piatto di portata servito il
sabato sera da questo folle gruppo di non-artisti.
Cagliari, fine del XX secolo, il momento giusto per
celebrare gli anni ’70, un’epoca dove quelli che andavano in
copertina è poi rimasto per sempre nel cuore di chi, quegli
anni, li ha vissuti consumandosi fra la pista da ballo, la
radio, la tv o il cinema. A Cagliari, più o meno tre anni fa,
un gruppetto di trenta-quarantenni aveva lo strano vizio di
animare le feste in casa. Estate e inverno, parrucca in testa,
una scopa al posto della chitarra, qualcos’altro al posto del
microfono, senza vergogna. E via Battisti, i Bee Gees, Adriano
Pappalardo e le Sister Slegde, via alla celebrazione
continuata di alcune fra le icone di quegli anni, togliendo la
polvere alle grigie serate di una città sempre troppo
abbottonata e snob. Il gruppo - Luca Corona, Ciccio Serra,
Walter Mazzei, Sandro e Alessio Camba, Mario Mameli e Stefano
Nardulli - spopola a Cagliari e litorali, le richieste
cominciano a farsi pressanti e allora perché non tentare il
salto, dalle case allo show sotto i riflettori? «Avevo
intenzione di proporre in discoteca una serata anni ’70»,
racconta Luca Corona, 33 anni, il fondatore, «e dopo il
successo ottenuto nelle feste private, abbiamo deciso con gli
altri di produrre in discoteca uno spettacolo un po’ più
elaborato». Corona, pierre nel tempo libero, centra il
bersaglio allo Spazio Newton, divertimentificio bollente dal
giovedì al sabato. E loro, i Cuccureddu’s
dream (nome in piena linea con un’altra delle immagini simbolo
del trash dei ’70 pallonari: Cuccureddu
esiste e si chiama Antonello, è di Alghero e ha giocato a
calcio nella Juve e nella Nazionale e ora allena in serie B),
salgono sul palco centrale dello Spazio Newton ed è grande
successo. Animatori, forse attori, sicuramente casinisti,
trascinatori di un popolo che per la maggior parte, causa
l’età, ignora o quasi musiche e richiami di questa ondata, il
trash, che i Cuccureddu’s
diffondono solo nella notte del sabato. Rifiuti. Scarti,
che tutti comprano, immondezza - nessuno si senta offeso - che
fa tendenza. Il trash, la cultura-spazzatura o cultura della
spazzatura (televisiva, cinematografica, editoriale) si fa
moda e modo di pensare e Capitan Harlock, il pantalone
zampatissimo, la prima Donna Summer, Alvaro Vitali e Edwige
“Coscialunga” Fenech volano alti nel paradiso dei gusti. Si
canta, si balla, ci si sblocca, qualcuno si fa trascinare
anche troppo. E a Cagliari, solo qui e solo allo Spazio
Newton, i Cuccureddu’s
scendono in campo: «La gente partecipa, sappiamo che la musica
che mettiamo è anche spazzatura, ma il successo ci impone di
continuare», dice Corona. E se la parola d’ordine deve
essere rinnovarsi, ecco perche tre ragazze di bell’aspetto e
navigate quando si parla di spettacolo, oggi fanno parte dello
show. Signore, ma soprattutto signori, ecco a voi le Jolies,
ovvero Elga & Serena (Enardu) e Titti Conti. «Siamo sul
palco da 7 anni», dice Elga,gemella di Serena, 25 anni, «prima
facevamo parte delle ”Ragazze Italiane”, adesso solo Titti
continua su due fronti, mentre noi preferiamo dedicarci solo
ai Cuccureddu’s».
Coreografie disegnate su ogni brano, mini-abiti e tanto
allenamento, questa la ricetta che il popolo del sabato-trash
apprezza negli infuocati spettacoli della notte. «Noi
facciamo uno show nel quale crediamo, ci capita anche di
lasciarci andare ma non siamo mai volgari». Sexy sì, dicono...
«Non so, posso dire che siamo carine, di certo non ci sentiamo
cubiste». L’altro giorno Corona e soci hanno spaccato un
cavallo a dondolo, dopo averlo sciorato sul palco, il
sabato prima era toccato a un lavandino. «Ci divertiamo
così, facciamo divertire così, che male c’é?». La cultura del
vuoto a perdere, del non pensare, del divertimento senza
problemi. Tanto, da lunedì, si ricomincia.
Enrico Pilia |
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