15 agosto 2003 INSERTO ESTATE Pagina 42
    

I dj dell’estate.

Marcello Casu, uno che sa quando “osare” con un disco insolito

Per favore, non chiamatelo Marcellino

Non chiamatelo Marcellino. Anche per il dj il tempo passa. Marcello Casu suona r’n b, hip-hop e da poco, si è avvicinato al reggae: con lui, crescono i gusti musicali, si fanno più sofisticati ma non si adattano solo alle mode. È un dj che osa, nonostante ««il pubblico cagliaritano sia piuttosto esigente». Dell’inizio della sua carriera ricorda proprio la paura di osare, il timore di far sentire alla gente anche quello che piaceva solo a lui e magari non la canzone del momento, quel passo in più, insomma, che rischia di immobilizzare d’un tratto la pista: «La mia prima serata retribuita in discoteca è stata per l’8 marzo, la festa della donna. In pista c’erano anche alcune persone un po’ avanti con l‘età, avevo il padrone del locale accanto a me. A un certo punto, un gruppo di ragazze mi ha chiesto un pezzo un po’ più movimentato: appena messo il disco, con la tremarella alle mani, al proprietario quasi veniva un colpo dallo spavento, mi faceva gesti come per dire piano, più lento». Ora non è certamente così, Casu domina dalla consolle nelle serate del martedì alla Locanda Caruso e il sabato allo Tsunami, proponendo anche dischi meno conosciuti, acquistati da lui a New York, città che visita diverse volte all’anno. Un mestiere notturno che poco si concilia con l’altra sua professione, in ufficio, come consulente del lavoro. Il suo orecchio è sempre altrove, impegnato in quella che lui definisce «fase di aggiornamento» mentre viaggia alla scoperta delle novità della musica: «Qualsiasi cosa può diventare fenomeno in discoteca, dallo spot alla canzoncina più sfigata alla radio. Ma nulla deve sfuggirmi».

Viviana Devoto